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Oscar Calcaterra ci scrive dall'Arabia Saudita

Oscar Calcaterra, risiede a Caracas -Venezuela da ben 35 anni. Ma ci vive con molti intervalli: sono quelli in cui, nella sua veste di tecnico petrolifero nello staff di direzione di cantieri, gira per il mondo là dove ci sia da costruire un impianto petrolchimico, una raffineria, un oleodotto oppure un gasdotto. O anche un impianto di trattamento delle acque.
Attualmente, per la durata di circa tre anni, Oscar si trova in Arabia Saudita, o meglio - come scrive lui - in KSA (Kingdom of Saudi Arabia), un mondo diverso dove si lavora bene.
Da Al Khobar, importante città sul Golfo Persico (si trova di fronte all’isola del Bahrain), invia i suoi saluti ai Novaresi nel Mondo. Ecco quanto ci scrive:

 

Oscar-Calcaterra-1.gifAL KHOBAR – Certo che qui le abitudini e il sistema di vita sono ben diversi rispetto al Venezuela, mia patria adottiva, o all’Italia. Mi trovo nel Paese dove è nato l’Islamismo, il quale si manifesta anche dal punto di vista, diciamo così, estetico. Gli uomini girano quasi tutti, abitualmente, con un camicione bianco, le donne con il burqa e spesso con il niqab, velo che lascia liberi solo gli occhi. Il burqa, abito che cela l’intero corpo sino a terra, è assolutamente obbligatorio e solo le straniere possono mostrare il volto. Io stesso a volte, ma solo in privato, rendo omaggio al Paese che mi ospita vestendomi in modo adeguato.
Il venerdì, giorno in cui scrivo questa mia lettera, è festa; difficile abituarsi al fatto che la domenica, invece, sia un giorno qualunque. Le attività lavorative si svolgono in orari differenti, concentrati soprattutto verso sera se non addirittura di notte! Però gli uffici statali e le banche osservano ritmi abbastanza simili ai nostri: aprono attorno alle 9,30 e chiudono alle 17 (le banche alle 15), ma… con le dovute interruzioni per le preghiere! Dopo le 18,30 la vita sociale e i commerci si intensificano, sino alle 23 circa. Giovedì e venerdì l’animazione per le strade prosegue anche oltre mezzanotte.
Nella mia attività ho a che fare con molti lavoratori stranieri, provenienti da India, Pakistan, Nepal, Sri Lanka, Malaysia, Filippine; non mancano europei e americani. La cucina è molto speziata, come noto, ma c’è la possibilità di mangiare all’europea, senza problemi. Infine una nota per quanto riguarda le fotografie: nella zona in cui mi trovo non è facile scattarne in giro, per questioni di sicurezza. Meglio non farsi notare troppo con la fotocamera in mano. Quindi mi sono limitato a poche immagini.
Vi auguro, con la più diffusa espressione locale, “la pace sia con voi”, vale a dire...
“Salam Alecom”
Oscar Calcaterra

Data di creazione: 18/02/2014 13:17
Ultima modifica: 27/02/2014 20:22
Categoria: - Dal Venezuela
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